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July 06 Anarchia, un vero significato.
Oggigiorno il termine anarchia è tra quelli più “stroppiati” e malintesi che io conosca. Quindi parto con lo sfatare immediatamente un falso luogo comune: l’anarchia non è caos! Almeno non lo sarebbe in un mondo realmente giusto. Cosa vuol dire ciò. Se si cerca su di un qualunque dizionario spesso si trova questa accezione di anarchia:
E molto spesso ci si ferma qui. Ma non è assolutamente tutto qui! I dizionari migliori e i più oggettivi introducono un’altra accezione nel lemma anarchia:
Decisamente più esplicativa quest’altra accezione. Quindi “un ordine fondato sull'autonomia e la libertà degli individui” ed è qui il trucco! Libertà degli individui, non dell’individuo. Quindi un concetto tout court di libertà. Ora senza entrare (almeno non ancora) troppo nel filosofico si capisce che se la libertà di un singolo individuo inficia quella di un altro o altri individui, non è più libertà tutto tondo, non è più anarchia! Seguendo questo processo logico personalmente emenderei questa definizione di anarchia così:
Forse ora ho troppo filosofeggiato, ma il concetto semplicemente si riduce a questo: nessuna monarchia, oligarchia, democrazia, nessun tipo di totalitarismo (di destra o di sinistra che sia), nessun gruppo di persone che decida sulla volontà degli altri e ne influenzi la libera scelta (che volendo potremmo anche chiamare “libero arbitrio”, richiamo biblico che approfondirò qui di seguito) ma una comunità nella quale ognuno sia libero di professare la propria volontà senza prevaricare quella altrui. Attenzione non è comunismo, o meglio socialismo (col quale la dottrina anarchica storicamente molto condivide) è filosofia anarchica.
Ho detto filosofia anarchica e non anarchia volutamente, perché l’anarchia è per forza di cose una filosofia, aggiungerei utopistica, in quanto irrealizzabile nel mondo “umano”. Ed ecco che qui entra in gioco il precedente richiamo biblico. Viene facile pensare che se non ci fossero regole e se tutti facessero un po’ quel che vogliono ci sarebbe un caos disastroso. Ma attenzione, questo accadrebbe solo se la libertà che l’anarchia osteggia fosse “convenzionale” (per intenderci, io faccio che voglio e me ne frego degli altri). Ma se questa libertà fosse Libertà, ovvero libero arbitro professato con giustezza, lontano da quei bad humours (cattivi umori) che tanto affascinavano Ben Jonson, ciò vuol dire alieno alla cupidigia, all’arroganza, all’egoismo, all’arrivismo e a tutti quei cattivi umori che corrompono il genere umano, allora si che l’utopia anarchica potrebbe essere applicabile.
Quest’è in breve, ed in ultima analisi, l’anarchia: libertà professata con giustezza in un mondo illibato dalla corruzione umana.
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